La Lanterna di Genova - Il Museo
Sommario
Premessa
Strategie generali
I contenuti audiovisivi
I temi audiovisivi
Tipologia delle riprese
Approfondimenti
Premessa
La struttura dei
musei, negli ultimi tempi, sta evolvendo notevolmente: stiamo per assistere
a una vera e propria rivoluzione in questo campo, una rivoluzione che può
essere comparata con quella operata a metà dell'800 che portò
le arti minori e i prodotti industriali ad essere oggetto di museazione.
Basta pensare al Victoria and Albert Museum di Londra, geniale intuizione
dei sovrani britannici, che avevano capito che lo strumento divulgativo
del museo sarebbe stato fondamentale non solo per la conoscenza dei prodotti
industriali ma anche per la divulgazione della cultura industriale stessa.
Allo stesso modo, la società dell'informazione sta generando nel
senso comune l'esigenza di fruire la realtà attraverso la sua descrizione:
questo non può non avere un impatto su come si deve fare un museo.
Genova è una realtà complessa come molte città di lunga
storia e tradizione, ma oggi è ancora una città troppo poco
conosciuta dai più.
L'idea guida del Museo della Lanterna è museare lo spirito di Genova
e del territorio della Provincia che la circonda attraverso le più
ampie testimonianze, un libro aperto da interpretare nel modo più
soggettivo possibile da chi lo legge, una ricomposizione di questo complesso
spirito attraverso i frammenti che lo compongono.
Come nell'800 era importante utilizzare lo strumento museo per rafforzare
la cultura dell'innovazione che coincideva con quella industriale, oggi
la società dell'informazione conosce se stessa anche attraverso un
museo su una città.
Strategie generali
Il museo racconta; lo spettatore rimane in ascolto: come nei migliori racconti,
il museo non finisce mai di stupire; ogni volta, chi torna, rivive sensazioni
diverse.
Racconti per immagini, dove una sequenza continua di repertori di archivio,
di filmati attuali, di grafica esplicativa plurilingue, genera una forma
di coinvolgimento su temi non proprio consueti, ma di grande spessore culturale,
storico e sociale. Una specie di squarcio sulla complessa realtà
della città. L'indagine visiva cerca di approfondire e di mettere
in relazione i temi più diversi, le situazioni più apparentemente
insignificanti.
Ecco quindi che da mille frammenti emerge il carattere intrinseco della
città. Riportare quindi i frammenti in relazione tra loro, ricombinarli
per ricostruire una realtà che è un tutt'uno, è compito
del visitatore / spettatore.
Vengono impiegati molti sistemi espositivi di natura essenzialmente video,
opportunamente presentati mediante schermi di varie misure, proiezioni di
effetto olografico e proiezioni foto.
I contenuti audiovisivi
L'idea generale è quella di realizzare contenuti che raccontino il
vero spirito della "Genovesità". Questi contenuti video possono
ricondursi alle seguenti tipologie:
Filmati "emozionali"
Le immagini sono accompagnate dal solo commento musicale.
I temi trattati al livello di vigorosa sequenza di immagini, trovano poi,
nell'iter espositivo, più ampie e puntuali occasioni di approfondimento.
In questa parte, il soggetto dominante è soprattutto la città,
con il suo porto, la sua storia, il suo sviluppo urbano e il suo ruolo di
polo nel famoso triangolo industriale italiano. Una sala è dedicata
ai documentari, pubblicità e filmati in genere che diversi soggetti,
o diverse emittenti, hanno realizzato su Genova e il territorio della Provincia
Filmati "testimonianza"
Nella seconda parte del percorso, la città viene raccontata attraverso
le storie, anche minime, che hanno concorso e concorrono a scrivere la più
grande Storia.
Si tratta di testimonianze di chi possiede o ha ereditato la memoria storica
della città, intendendo i grandi e piccoli avvenimenti, come la vita
di tutti i giorni, quella vita che è fatta anche di abitudini, percorsi,
frequentazioni.
I filmati sono tipo docudrama di forte impatto emotivo.
Testimonianze di notevole spessore fanno da linea guida a descrizioni per
immagini, una vera e propria ricucitura di molti frammenti in un solo grande
racconto su Genova e la sua provincia.
Filmati "didascalia"
La terza parte del museo (Sale Cannoni) è dedicata ai Fari ed ai
sistemi di segnalamento in mare. Una "lente a Fresnel" analoga
a quella della Lanterna ruota lentamente e col suo fascio di luce dà
l'idea di essere dentro l'ottica di un Faro. Orologeria per la rotazione
dei fari luminosi; sistemi elettrici, acetilenici ed a gas; disegni di fari
e oggetti legati a questo tema illustrano la storia più recente del
segnalamento in mare.
Tutti gli oggetti in mostra nelle sale dei cannoni sono esplicati da didascalie
video, narrate da speaker e testimoni.
Temi audiovisivi
Genova, la Superba
Caruggi & Centro Storico
- Negozi
- Locande
- Angoli
- Poesia
- Gente foresta
- Le Storie
- La Città Solidale
- La Città Raccontata dai Genovesi
- Le collezioni
La città nel mondo
- La città ducale
- Napoleone
- La città sabauda
- La città industriale
- La città oggi
Il porto
- Merci
- Carrettieri
- Lanterna
- La dominatrice dei mari
- I ragazzi della Garaventa
- Porto Antico (Acquario - Padiglione del Mare - Magazzini del Cotone)
- Yacht Club
- Stazione Marittima (Crociere - Emigranti)
- Pietro Chiesa (Camalli)
Arte e magnificenza
- Interni fastosi
- Musei
- Tesori nascosti
- Regge & Dimore (Mac Kenzie - Palazzi dei Rolli)
- La Musica (Liuti - Paganini - Chitarra arpa - Cantautori - Trallallero)
- Il palcoscenico (Teatro - Opera - Balletti)
Le cose preziose
- Velluti, damaschi, merletti
- Ardesia
- Filigrana
- Laboratori di restauro
- Libri antichi
- Casacce, campane, campanili
Il Ponente
- Le ville
- Ansaldo & Siderurgia
- Sindacato
Il Levante
- Tessuti
- Maestri d'ascia
- Miniere
L'Entroterra
- Paesi
- Itinerari del gusto
Tipologia delle riprese
La strada scelta per la realizzazione dei video è prevalentemente
quella della testimonianza del vissuto, attraverso un modo di espressione
che viene definito "docudrama". Esso si basa su una tipologia
di discorso filmico basato sulle testimonianze di persone che hanno la memoria
delle cose, che vivono il loro ambiente e che costituiscono un patrimonio
culturale che, quasi sempre, è a disposizione di pochi intimi o di
qualche addetto ai lavori.
Sul racconto si innestano, come in un caleidoscopio, immagini correlate
alle impressioni che da tali testimonianze emergono: scene di vita attuale
e di vita passata che sottolineano il ricordo e le emozioni del testimone,
con un linguaggio filmico che mutua il rigore scientifico, proprio del documentario,
con la tecnica emozionale della fiction; una fiction in cui il testimone
non è traslato dall'attore, ma interpreta se stesso.
La raccolta delle testimonianze, oltre ad essere funzionale ai fini del
progetto di musealizzazione della struttura delle fortificazioni, costituisce
un notevole bagaglio culturale da conservare in archivio, poiché
raccoglie memorie che inevitabilmente andrebbero poi disperse.
L'indagine condotta "a tappeto" sul territorio ha fatto emergere
e raccolto realtà culturali probabilmente poco conosciute.
Memorie e realtà che non sono soltanto quelle degli esperti conoscitori
della "Genovesità", ma anche, e soprattutto, della gente
comune, di quella gente che, della "Genovesità" è
l'anima e, al tempo stesso, il prodotto.
Complessivamente sono state effettuate circa 250 ore di riprese, e realizzate
oltre otto ore di filmati, presenti nel museo.
Approfondimenti
Leggi un
articolo sul Museo della Lanterna sul sito de "Le pietre e il Mare"
Leggi un
articolo sulla Passeggiata della Lanterna sul sito de "Le pietre
e il Mare"
Contenuti dei video del Museo:
Sull'antica tecnica per il suono manuale delle campane in Liguria visita
il sito "Battagliar
di corde".


