La Lanterna di Genova
Perchè è gestita dalla Provincia
Costituisce un'anomalia tutta genovese il fatto che la Lanterna, simbolo
della città, sia gestito dalla Provincia anziché dal Comune
di Genova.
Le motivazioni di questa anomalia sono abbastanza banali: la Lanterna
(così come numerosi beni appartenenti al Demanio dello Stato, come
le fortificazioni che circondano Genova) è stata per numerosi anni
assolutamente irraggiungibile, quasi separata dalla città per la
sua collocazione in mezzo alle banchine portuali; e l'Ente gestore di
queste banchine non era certo un soggetto con cui fosse facile dialogare
(si diceva, allora, che il Comune di Genova confinava ad ovest con Arenzano,
a nord con alcuni Comuni della val Polcevera, ad est con Bogliasco, ed
a sud con il Consorzio Autonomo del Porto. A nessuno, quindi, venne
mai in mente di cercare di portare visitatori alla Lanterna.
Oltre al Consorzio del Porto c'erano poi altri soggetti che difficilmente
avrebbero consentito ai turisti di entrare in porto per recarsi a visitare
la Lanterna: il Demanio proprietario del Faro; la Marina Militare che
lo aveva in consegna come mezzo di segnalamento nautico; la Capitaneria
di Porto responsabile della sicurezza in mare e sulle banchine; la Dogana
perché tutta l'Area del Faro si trovava all'interno della cinta
doganale; la Polizia di Stato perché competente per la pubblica
sicurezza nell'area..
Verso la metà degli anni novanta - nel frattempo il Consorzio Autonomo
del Porto, divenuto Autorità portuale, si era aperto alle esigenze
della città, anche perché aveva avuto la necessità
di "fare cassa" cedendo alla città aree pregiate rientranti
nella propria competenza - fu Agostino Caviglia, Presidente dell'Associazione
culturale Porta Soprana, a tentare di ottenere ciò che prima sembrava
impossibile, cioè la disponibilità dalla Marina Militare
e dall'Autorità Portuale a consentire le visite al Faro. Unica
condizione posta fu che il richiedente fosse un Ente territoriale, e non
un'associazione privata; Caviglia bussò in Comune, che però
non seppe cogliere l'importanza della proposta, e successivamente alla
Provincia, dove invece trovò nella Presidente Marta Vincenzi e
nell'Assessore Angelo Bobbio due appassionati sostenitori dell'operazione;
tutto si risolse nel 1996 con la stipula della convenzione tra Provincia
di Genova, Marina Militare e Demanio Statale, e con l'apertura al pubblico
del Faro. Anche se in quel periodo raggiungerlo era comunque una piccola
impresa; il visitatore doveva attraversare un'area doganale, sulla quale
si svolgevano anche numerose attività di imbarco, sbarco e movimentazione
di merci con gru, camion, treni; il visitatore, munito di un permesso
di accesso nominativo, veniva quindi imbarcato su un battello al Porto
Antico, e fatto sbarcare a calata Concenter; qui veniva fatto salire su
di un pullman che percorreva le poche centinaia di metri che lo separavano
dalla Lanterna; veniva fatto sbarcare alla base della montagnola su cui
sorge il Faro perché il pullman non riusciva a girare nella tortuosa
rampa di accesso; doveva quindi percorrere a piedi tutta la rampa, e poi
salire sul Faro.
La costruzione della passeggiata di accesso alla Lanterna,
inaugurata nel 2001, ha eliminato la necessità di questo complicato
rituale, perché ha eliminato le interferenze tra visitatori e banchine
portuali. Con i lavori conclusisi nel 2004 l'area si è arricchita
di nuovi spazi fruibili e del museo, allestito all'interno delle fortificazioni
sabaude poste proprio sotto la Lanterna.
